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Script for a Jester’s Tear 2 dicembre 2007

Posted by fripp in Marillion, Musica, Neo progressive, Rock progressivo.
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Gli anni 70 furono gli anni del Rock Progressivo e di tutte le sue molteplici sfaccettature; furono gli anni dei King Crimson, dei Genesis, degli Yes, dei Camel e di altre decine di gruppi che portavano avanti questo nuovo modo di intender e di fare la musica. Poi venne la fine dei ’70 e la fine del prog; piano piano si fecero avanti nuove correnti musicali come il punk, la new wave, l’heavy metal e il prog fu relegato sempre più in secondo piano, fino quasi a scomparire.

Il fuoco non si spense mai del tutto e agli inizi degli anni 80 in Inghilterra si ebbe la dimostrazione che sotto la cenere qualcosa di vivo covava ancora. Nacque quel movimento musicale che oggi viene conosciuto come Neo progressive.

Gruppi come i Marillion, gli IQ, i Pendragon guidarono questo revival degli anni 70, con l’obiettivo di riproporre in un nuovo modo le sonorità del grande Progressive.

In particolare i Marillion sono considerati i padri della rivoluzione Neo-prog, uno dei pochi gruppi di questo filone ad avere sia un ottimo riscontro da parte della critica che un ottimo successo di pubblico.

Il primo album dei Marillion fu Script for a Jester’s Tear del 1983. In questo album i Marillion hanno raggiunto una delle più alte vette della loro carriera, mostrando che il progressive non era per nulla morto.

E l’album in questione è spudoratamente progressive: dai testi, alla musica, alla voce di Fish, il cantante, che suona spudoratamente gabrielliana; alcuni addirittura gridaron al plagio ascoltando certe partiture del gruppo. In realtà Script for a Jester’s Tear è un album davvero notevole che se da un lato non nasconde di prender ispirazione da capolavori del passato, dall’altro mostra la grande maestria del gruppo.

La titletrack è la perfetta sintesi dell’album, oltre ad esser un capolavoro assoluto. Mi immagino le facce dei giovanotti degli anni 80, tutti disimpegno e bella vita, che si ritrovano ad ascoltare stupiti le note iniziali di questa canzone, capendo che le tastiere, oltre che per produrre musica dance, posson esser usati per creare suggestioni ben più intense. La voce di Fish è davvero eccezionale e tutto il gruppo mostra una maestria musicale molto rara per quel tempo.

Script for a Jester’s Tear è un album da ascoltare e riascoltare, perfetto in tutto. Oltre alla titletrack, sono di grande valore conzoni come “He knows you know”, “The web”, “Chelsea Monday”.

Buttate Gigi D’alessio e prendete i Marillion, guadagnerete in salute e vedrete che anche l’invecchiamento cerebrale inizierà a rallentare!

Enjoy………

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Commenti»

1. gorneman - 3 dicembre 2007

Ringrazio Fripp di avermeli fatti conoscere.
Lasciate stare Gigi D’alessio perchè potrebbe importunare vostra sorella minore.

2. fripp - 3 dicembre 2007

@gorneman: Prego!
Con Gigi D’alessio la canzone italiana ha raggiunto uno dei livelli più bassi degli ultimi anni. Non capisco come possa aver successo un tipo del genere. Potrei giustificare il suo successo presso gli over 50 di basso livello culturale, ma non riesco proprio a capire come questo male attecchisca presso tutte le altre categorie sociali. Purtroppo mi è capitato di ascoltare ragazzi della mia età (Ordeal sa a chi mi riferisco) cantare con entusiasmo le sue “canzoni” 😦

3. gorneman - 4 dicembre 2007

Oggi ,sempre di più, i ragazzi della nostra età hanno un cervello degno degli over 50 di basso livello culturale.

P.S: se passate da tantillo, noto spacciatore di alcool a palermo, potete vedere un poster di Gigi da giovane e vedere quanto faceva schifo.

4. fripp - 4 dicembre 2007

E tu che ci fai da tantillo? Non me la racconti giusta! 🙂

5. Emanuele Cipolla - 7 dicembre 2007

Ah: Io non lo conoscevo, *questo* Tantillo (non credo che l’essere astemio c’entri qualcosa) Il Tantillo che mi sovviene alla mente fa il politico, e al massimo spaccia minchiate. Forse.


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