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In the court of the crimson king 22 dicembre 2007

Posted by fripp in Greg Lake, King Crimson, Musica, Robert Fripp, Rock progressivo.
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Nel 1969 e King Crimson pubblicavano In the court of the crimson king, l’album che determina la nascita di quel fenomeno musicale che verrà chiamato “Rock progressivo”. Nessun altro esordio fu altrettanto folgorante, a partire dalla copertina del disco, che raffigura la faccia allucinata e distorta del “21st centory schizoid man”. La copertina fu realizzata da Berry Godber, amico di Peter Sinfiled (autore dei testi) e programmatore. Fripp stesso dice che la copertina del disco fu l’unica opera realizzata da Godber.

L’album parte con la già citata 21st century schizoid man, una delle più grandi canzoni della musica del XX secolo; è una canzone rabbiosa, sincopata, a tratti violenta, che travolge l’ascoltatore sin dal primo minuto. La voce filtrata di Greg Lake ci parla dell’ “uomo schizoide del 21-esimo secolo” mentre la musica scorrre via:cambi di tempo, sessione ritmica da paura, chitarra strozzata all’inverosimile, sax distorti.

Per gli ascoltatori del ’69 doveva trattarsi di un colpo allo stomaco e secondo molti è quasi fuori luogo se paragonata alle altre magnifiche composizioni che sono presenti nell’album.

Dopo la fine cacofonica di 21st century schizoid man, il flauto delicato di Ian McDonald introduce I talk to the wind; tutta la canzone è di una delicatezza sconfinata, che contrasta nettamente con la durezza della opening track. In questa canzone Lake esegue una delle sue migliori performance vocali della sua carriera, accompagnato dal flauto di McDonald, che fa da colonna portante dell’intera canzone.

Finita la seconda traccia, inizia un’altro capolavoro: Epitaph.

Un’intro di mellotron da lasciare senza fiato conduce l’ascoltatore all’ascolto di una delle canzoni più maestose dei King Crimson, impreziosita dal testo di Peter Sinfiled.

Dopo la lunga e minimale Moonchil (12 minuti di suoni rarefatti), ecco un altro capolavoro: The court of the crimson king.

Anche in questa canzone il mellotron ricopre un ruolo fondamentale conferendo alla canzone una maestosità che altrimenti sarebbe difficile ottenere.

In generale, mi è impossibile descrivere le 5 canzoni che compongono il disco, perchè estremamente complesse e multisfaccettate.

In the court of the crimson king è un disco potente, epico, ampolloso, maestoso, perfetta sintesi di rock, jazz e musica classica, che può esser compreso pienamente solo immergendosi tra le sue note e i suoi mellotron.

Buon ascolto

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Commenti»

1. gorneman - 22 dicembre 2007

Fripp, tu dici che l’artista che ha realizzato la copertina era un programmatore ? in che senso ? un programmatore di computer.
Anche Peter Gabriel è figlio di un ingegnere elettronico e programmatore.
Ci sarà un legame fra il progressive rock e la tecnologia?

2. fripp - 22 dicembre 2007

Non lo dico io, lo dice Peter Sinfield qui:
http://www.batguano.com/bgma/godber.html


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